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Un fiore ricco di fascino ma anche custode insospettabile di una bevanda…

lunedì, giugno 3, 2019
Un fiore ricco di fascino ma anche custode insospettabile di una bevanda…

Ci sono storie affascinanti e curiose che meritano di essere raccontate ed è ciò che Vortici.it ha scelto di fare questa settimana. Quella che state per leggere riguarda il “Signore delle Camelie”, per tradizione familiare e vocazione personale, ma anche vincitore da qualche tempo, di una “scommessa botanica”particolare: coltivare il tè in Italia. La piantagione in questione, molto piccola ma unica nella Penisola, si trova in Lucchesia, più precisamente, a Sant’Andrea di Compito, nel comune di Capannori, che insieme alla vicina Pieve è noto come il “Borgo delle camelie”(immagine di copertina). Il fiore di camelia viene festeggiato  nel mese di Marzo con una mostra ad hoc. Tanti sono gli esemplari, antichi e moderni, di quest’arbusto dai bellissimi fiori ma, a sorpresa, da questa pianta è possibile ricavare appunto il tè.

 

 

A compiere quest’esperimento coraggioso, perfettamente riuscito, è Guido Cattolica, agronomo, esperto di camelie secolari. È un discendente di Angelo Borrini che con il fratello Alessandro, nell’Ottocento a Sant’Andrea, impiantò nel giardino della villa che porta il nome di famiglia, una grande collezione di camelie, contribuendo a diffonderle nel Compitese.

A tutto questo si aggiunge una piccola curiosità storica dal risvolto politico. Angelo, a dispetto del suo incarico di oculista personale di Carlo Lodovico di Borbone, duca di Lucca, insieme al fratello sempre a villa Borrini costituì tra l’altro, un’associazione segreta di tipo carbonaro. Segno di riconoscimento tra i cospiratori, in Lucchesia ma non solo, era portare all’occhiello una camelia bicolore, spesso rossa e bianca, che unita al verde delle foglie, simboleggiava un tricolore perfetto.

 

Pianta di camelia

La grande passione dell’avo per le camelie, ha dunque contagiato quest’uomo che mi permetto di definire creativo. Oltre ad occuparsi delle oltre 400 piante di casa, aver riprodotto le antiche culture della villa e fatto esperimenti d’ibridazioni artificiali, a dedicare la sua esistenza alla cura del suo splendido camelieto, si occupa della sua piccola piantagione di tè da quando, nel 1987, decise che da quei due semi di Camellia sinensis(questo è il nome botanico della pianta), raccolti quasi per caso all’orto botanico di Lucca, sarebbe riuscito a ottenere davvero un raccolto. Il suo sogno si è realizzato!!!

 

Guido Cattolica

Da quel giorno, di anni, ne sono passati e adesso quelle “piantine super resistenti” – ecotipo che Cattolica ha chiamato Sant’Andrea di Compito – sono diventate 2.500. All’anno in media producono 14 chili di tè dai quali Guido ne ottiene poi quattro tipologie diverse a seconda della lavorazione: bianco, verde, oolong e nero. Il suo è naturale, al 100% made in Italy e a chilometro zero poiché è possibile acquistarlo solo in loco e una volta all’anno durante la mostra delle Camelie. «Il quantitativo è sempre limitato – spiega – all’anno riesco a fare due o tre raccolti quindi non potrei commercializzarlo. Qualche anno fa mi proposero di acquistare la piantagione ma rifiutai perché non mi piacerebbe lavorare alle dipendenze di qualcuno. Il mio quindi è un prodotto di nicchia che faccio assaggiare a tutti i visitatori che mi vengono a trovare e che si può acquistare solo qui alla chiusa. Sono io che mi occupo di tutto, sia della raccolta che del confezionamento».
Le 2.500 piantine di Cattolica, infatti, sono state nel tempo “selezionate”: sono tutte capaci di sopportare le basse temperature, che a Sant’Andrea, raggiungendo anche i dieci gradi sottozero, generano un “frutto” senza trattamenti chimici. Aggiunge il signor Guido: «Di sicuro so che non c’è piantagione al mondo nella quale non vengano effettuati trattamenti crittogamici. Il mio tè invece è al naturale e può essere consumato anche dalle persone che hanno delle allergie anche perché io quando la pianta è malata non lo raccolgo». Un dettaglio curioso: qualche anno fa, con il suo tè oolong – a un concorso ad Amburgo si è classificato dodicesimo su sessanta e dichara: «È stato un ottimo risultato: l’oolong si ottiene da un secondo raccolto che si sottopone a una fase intermedia detta di “rollatura”. Questa lavorazione dà origine a un tè semi ossidato che ha un retrogusto moscato».

 

A conclusione aggiungo un’ultima curiosità insieme a una precisazione: l’antica chiusa Borrini si trova in via della Torre a Sant’Andrea di Compito. Il costo di una confezione di tè, che contiene tre “filtri”, va dai 6 agli 8 €. Un “filtro” è utilizzabile con 250 ml di acqua, è una dose sufficiente per quattro tazze di tè. Essendo totalmente naturale e privo di un involucro, le stesse foglie del tè possono essere utilizzate anche due volte.

Immagine di copertina: Welcome 2 Lucca

Foto: Lo Schermo

Fonte video: https://www.youtube.com/

Altre immagini: Pixabay

— Annapaola Di Ienno

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