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La prima reggia dell’Imperatore Nerone torna a vivere dopo un lungo restauro

lunedì, maggio 20, 2019
La prima reggia dell’Imperatore Nerone torna a vivere dopo un lungo restauro

Roma, la Città Eterna, continua a far riemergere i suoi tesori secolari. Dopo dieci anni di studi, lavori di restauro e di messa in sicurezza degli ambienti, la Domus Transitoria, la prima reggia dell’imperatore Nerone(37 d.C. – 68 d.C.) sul colle Palatino, ha riaperto di recente le sue porte ai visitatori. Alla residenza, lo ricordiamo, fu assegnato questo nome poiché consentiva di “transitare” dal Palatino all’Esquilino. Subì gravi danni durante l’incendio del 64 d.C. Fu così che l’imperatore decise di sostituirla con la celebre Domus Aurea, ancora più grande e lussuosa della Transitoria.

La Reggia Di Nerone – il video AGF su Vortici WebTv

Tuttavia di quest’ultima, nonostante siano passati secoli, sono tutt’ora riconoscibili alcuni ambienti: tra questi uno spazio che originariamente era occupato da un sontuoso ninfeo con giochi d’acqua, camere decorate con affreschi, stucchi e pavimenti di marmo. A proposito degli affreschi, al Museo Palatino, (dopo la stipulazione di un accordo di prestito con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli), tornano anche, dopo trecento anni, alcune delle decorazioni murarie appartenenti alla Domus, scoperte nel Settecento dalla famiglia Farnese (trattasi di due grandi fregi e una serie di formelle, attribuite a Famulus o Fabullus, il pittore della Domus Aurea). Molte di queste decorazioni furono, infatti, rimosse dai Farnese, portate a Napoli e oggi conservate in diversi musei e collezioni.

I visitatori attualmente possono visitare spazi di circa 800 metri quadri dell’antica residenza di Nerone, “rivivendo” la Domus Transitoria così come era probabilmente, prima di essere distrutta e abbandonata, avvalendosi di strumenti altamente tecnologici: nello specifico proiezioni e visori tridimensionali. Grazie a questi ultimi, è stato possibile ricostruire gli ambienti in un’alternanza di marmi colorati, affreschi, giochi d’acqua. Il tutto si avvale unicamente del massimo rigore scientifico, senza alcun aiuto di “effetti speciali”, ma al contrario, ricercando la massima aderenza filologica rispetto a come la Domus Transitoria doveva presentarsi all’apice del suo splendore. Con l’aiuto della realtà virtuale, saranno ricostruiti anche il ninfeo con le sue fontane e il triclinio, la grande sala da pranzo, da cui si accedeva in diversi altri locali. Molti dei marmi colorati si sono comunque conservati e il pubblico potrà ammirare da vicino la ricchezza e l’equilibrio delle decorazioni pavimentali a motivi vegetali e geometrici, realizzate con diversi materiali, che vanno dal porfido rosso al giallo antico. Ci fa piacere inoltre ricordare che parliamo di marmi provenienti da tutto il Mediterraneo.

 

Ricostruzione virtuale di uno degli ambienti pertinenti alla Domus Transitoria di Nerone, conosciuta anche come Bagni

“Il progetto s’inserisce nel programma del Parco Archeologico del Colosseo per restituire ai visitatori luoghi e percorsi da tempo inaccessibili”, spiega la Direttrice del Parco, Alfonsina Russo. “Questa straordinaria apertura contribuisce a definire un itinerario di visita neroniano all’interno dell’area archeologica centrale che si estenderà dal Colle Oppio al Palatino. Il visitatore toccherà con mano, tra reale e virtuale, il genio costruttivo dell’imperatore e le sperimentazioni da lui ricercate nelle decorazioni pittoriche e marmoree”.

 

A conclusione colgo l’occasione per fare un’ultima importante considerazione: dovremmo imparare tutti a riconoscere, rispettare e valorizzare di più chi studia, preserva, tutela, restaura. Rappresentano l’eccellenza di un settore, mi riferisco ai Beni Culturali, a cui è  affidato un patrimonio artistico, il nostro, dal valore inestimabile!, che è a tutti gli effetti parte integrante della nostra storia e della nostra cultura.

 

Immagine di copertina: ricostruzione virtuale della Domus Transitoria(VNews24)

Fonte video: https://www.youtube.com
Riapre la Domus Transitoria di Nerone(11 Aprile 2019)

Immagine ambientale della Domus Transitoria: Il Giornale dell’Arte

— Annapaola Di Ienno

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