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I bambini e ragazzi più sani in Europa sono… rumeni e italiani!

mercoledì, febbraio 6, 2019
I bambini e ragazzi più sani in Europa sono… rumeni e italiani!

Sapete chi sono i bambini e ragazzi più sani dell’Unione Europea? Quelli rumeni e quelli italiani!!! Sì, avete letto bene e noi di Vortici.it (si spera, detto con un po’ di “sana” autoironia) non abbiamo commesso errori nè di battitura nè di grammatica. La notizia arriva nientemeno che dall’Eurostat, l’Ente europeo che si occupa di statistica, il quale nei giorni scorsi ha diffuso alcuni numeri riguardanti la salute nel 2017 di quanti risiedono in uno dei Paesi che ne fanno parte avendo un’età compresa tra 0 e 15 anni. I dati venuti fuori fanno emergere una realtà che è davvero necessario conoscere. Prima di tutto va detto che, in media, i residenti in Ue al di sotto dei 16 anni in buona salute sono il 95,9%, percentuale che sale al 96,5% se si considerano i bambini fino a 4 anni, torna alla media esatta generale per quelli dai 5 ai 9 anni e scende al 95,2% per quanto riguarda i ragazzi che hanno dai 10 ai 15 anni.

L’Italia si colloca decisamente al di sopra di questi numeri: il nostro Paese, infatti, registra l’incoraggiante presenza di ben il 98,8% di persone che hanno tra 0 e 15 anni e sono in buona salute, alle spalle della sola Romania, che sale sul gradino più alto del podio con il suo 99,4%. Ma i bambini e ragazzi italiani combattono gomito a gomito con i rumeni nella fascia fino a 4 anni, nella quale la Romania vince con il 99,4%, mentre l’Italia è seconda con il 99,3. La medaglia d’argento europea virtuale è italiana anche nella altre due fasce d’età: infatti i residenti in Italia in buona salute sono 98,8% tra i 5 e i 9 anni e il 98,4% tra i 10 e i 15, sempre con la Romania al primo posto. Nel nostro Paese, inoltre sono pochi i bimbi e i giovanissimi che hanno grosse limitazioni alla salute, dato che questi ultimi rappresentano lo 0,4%, e quelli che hanno moderate limitazioni lo 0,8%. Queste statistiche non possono essere riconducibili solamente ad una sorta di gestione della nascite: se infatti certamente è vero che purtroppo le persone con disabilità a volte non nascono perchè si decide di abortire alla notizia che un figlio sarà o potrebbe esserlo, è anche vero che, in un Paese come l’Irlanda, dove fino a poco tempo fa erano in vigore forti limitazioni all’aborto, il numero di residenti di età compresa tra 0 e 15 anni in buona salute era pari al 96,3% e risultava quindi, nel 2017, superiore anche se di poco alla media europea. Allo stesso modo, se è verissimo che in molti Paesi europei, come purtroppo l’Italia, l’andamento demografico indica un calo del numero di nascite generalizzato in tutta Europa, dove nessun Paese nel 2016 ha raggiunto il numero di due figli per coppia, è altrettanto vero che alcuni di quei Paesi che comunque hanno fatto registrare un aumento del numero di figli per donna negli ultimi anni hanno dati sulla salute dei residenti da 0 a 15 anni al di sopra della media europea: è il caso, ad esempio, di Svezia, Romania e Germania che mostrano al tempo stesso un rialzo graduale negli ultimi anni del numero di nuovi nati e una buona o eccellente posizione nella classifica sulla salute di bambini e ragazzi. Se guardiamo poi alla ricchezza della popolazione, non abbiamo certo bisogno di cifre per sapere che italiani e rumeni non sono esattamente gli Zio Paperone d’Europa. I dati europeo ed italiano vanno dunque analizzati ricorrendo ad una pluralità di fattori, ma indubbiamente tra questi il miglioramento in generale delle condizioni di salute e la maggiore attenzione al benessere nella nostra società occupano un posto di rilievo. Insomma, se i più giovani tra i residenti in Unione Europea e, in particolare, in Italia, stanno bene è perchè, nonostante tutto, il livello di salute garantito in generale quì da noi è da considerarsi elevato.

A questo risultato sicuramente contribuiscono le continue scoperte della scienza e delle medicina e il fatto che, malgrado i molti problemi anche riguardanti la custodia della nostra Casa Comune, ossia la Terra, viviamo facendo più attenzione al nostro fisico. Tanto per dirne una, l’Istat ha documentato che, nel 2016, oltre 20 milioni di italiani praticavano uno sport e che di questi il 70,3%, pari a 14 milioni, erano di età compresa fra gli 11 e i 14 anni e, quindi rientravano in una delle fasce di età considerate da Eurostat nella sua classifica sulla salute di bambini e ragazzi in Ue.

C’ è però un altro aspetto che va considerato: il benessere psico – fisico, ossia quel collegamento che c’è tra la nostra mente e il nostro corpo. Anche su questo versante è giunta una novità negli ultimi giorni. A divulgarla è stata l’Ansa, che ha scritto:

“Il linguaggio dei fumetti, le onomatopee che riproducono o evocano un suono particolare, è più vivo che mai: ogni essere umano ha più di 2.000 esclamazioni che trasmettono almeno 24 tipi di emozioni. Dal wow per raccontare l’euforia, all’ops dell’imbarazzo, la scienza oggi ha scoperto come sia più ampia la gamma dei sentimenti che vengono esplicitati dalle onomatopee. Precedenti studi, infatti, avevano ristretto a 13 il numero delle emozioni riconoscibili. L’analisi è stata fatta dall’Università della California a Berkeley ed è stata pubblicata sulla rivista American Psychologist. Lo studio è passato attraverso una mappa audio che può, spiegano gli analisti Usa, guidare teoricamente medici, professionisti e ricercatori che lavorano con persone affette da demenza, autismo e altri disturbi del processo emotivo. Inoltre può essere utilizzata per insegnare agli assistenti digitali e ai robot a riconoscere meglio le emozioni umane in base ai suoni che vengono prodotti.

L’analisi è stata condotta tra gli anglofoni, registrando onomatopee di 56 attori professionisti e non provenienti da Stati Uniti, India, Kenya, Singapore. Poi, più di mille adulti hanno ascoltato questi suoni e li hanno valutati sulla base delle emozioni e del significato che trasmettevano. Un’analisi statistica delle loro risposte ha rilevato che le esplosioni vocali rientrano in almeno 24 categorie tra cui divertimento, rabbia, soggezione, confusione, disprezzo, contentezza, desiderio, delusione, disgusto, angoscia, estasi, euforia, imbarazzo, paura, interesse, dolore, realizzazione, sollievo, tristezza, sorpresa (positiva) sorpresa (negativa), simpatia e trionfo. Per la seconda parte dello studio, i ricercatori hanno cercato di presentare contesti del mondo reale grazie a video clip di YouTube che evocano le 24 emozioni stabilite nella prima parte dello studio. Anche qui i ricercatori sono stati in grado di categorizzare le loro risposte in 24 sfumature di emozioni”. 

La ricerca divulgata dai nostri colleghi dell’Ansa riguarda gli anglofoni, cioè le persone che parlano inglese e simili. Ma siete così sicuri che risultati simili non si otterrebbero anche in Italia, il Paese di grandi fumettisti e vignettisti, da Andrea Pazienza a Forattini, passando per Cavazzano tanti altri?

Insomma: “Mens sana in corpore sano”, cioè “Mente sana in un corpo sano” dicevano i Romani. A leggere le notizie e osservare le statistiche si direbbe che questo vecchio adagio… è sempre “giovane”!

— Massimiliano Spiriticchio

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