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Giulianova: la passione per il basket in carrozzina e quel sogno che diventa realtà…

giovedì, aprile 19, 2018
Giulianova: la passione per il basket in carrozzina e quel sogno che diventa realtà…

Quella che vi raccontiamo oggi è una storia sportiva (ma non solo) cominciata 36 anni fa in una piccola realtà di provincia e figlia di un grande amore per lo sport e per la vita. Siamo a Giulianova, in Abruzzo, e precisamente lungo la zona costiera del Teramano. Oltre che dal mare, in molti punti davvero incantevole, questa terra è caratterizzata da una grande passione per uno sport di squadra che si svolge con un parquet ed una palla “a spicchi”: stiamo parlando della pallacanestro. Da queste parti in molti sono convinti che si tratti di uno sport altamente spettacolare. D’altra parte, basta guardare qualche partita per accorgersi che effettivamente è così. Ma a Giulianova esiste una realtà che rende ancora più appassionante questo sport. Si chiama “DECO Group Amicacci” ed è una squadra di basket in carrozzina, che sta facendo molto parlare di sè da diversi anni in campo internazionale. Questa squadra sta ora vivendo quello che definisce un “sogno“: giocherà infatti la sua prima finale scudetto al termine dei play off del campionato italiano. La notizia è arrivata sabato scorso, quando gli abruzzesi hanno sconfitto in casa in gara 2 della semifinale una delle Grandi di questo sport: la Santo Stefano Sport, battuta per 59 – 55 dopo che la prima partita, giocata in terra marchigiana, era finita 73 – 58 per i giuliesi.

Incuriositi da questa notizia, abbiamo contattato il Presidente dell’Amicacci Edoardo D’Angelo e il vicepresidente e direttore sportivo Peppino Marchionni. Conversare al telefono con loro è stato già un entrare all’interno di un mondo meraviglioso, fatto di sogni che diventano realtà, ma anche di lotta e impegno grazie ai quali si è riusciti a raggiungere risultati visti però come punti dai quali ripartire per lottare e sognare ancora. “Abbiamo vinto diverse coppe europee, ma è la prima volta che arriviamo in finale scudetto” ci dice il Presidente D’Angelo. “Ci batteremo contro una squadra di mostri sacri che hanno vinto di tutto” aggiunge riferendosi probabilmente ad entrambi i possibili avversari, cioè Santa Lucia Roma, vincitrice di ben 21 scudetti e 12 Coppe Italia, e Briantea 84 Cantù, vincitrice di 6 scudetti, 5 Coppe Italia e 3 Supercoppe italiane, ma soprattutto Campione d’Italia in carica per la seconda volta consecutiva e detentrice sia della Coppa Italia che della Supercoppa italiana. “Quest’anno – ci spiega D’Angelo – abbiamo avuto un problema di ricambio generazionale”. Il Presidente racconta della ricerca di aspiranti giocatori di basket in carrozzina tra la Marche e la Puglia, data la notorietà del team giuliese. “Serve – sottolinea – la necessaria autonomia per poterli ospitare nel nostro centro sportivo. Lo scorso anno – racconta – abbiamo avuto 27 atleti. Per problemi con la Federazione – dice – non abbiamo potuto iscrivere al campionato la squadra di minibasket”. Il motivo è che alcuni giocatori del team di minibasket sono impegnati anche con la squadra maggiore. “Ma a volte – racconta D’Angelo – capitava che una delle due squadre dovesse giocare il sabato nel Nord Italia e l’altra la domenica al Sud, con evidenti difficoltà per il trasporto degli atleti e, dove necessario, dei loro familiari”. Edoardo D’Angelo ricorda poi gli inizi di questa grande avventura: “Noi andiamo avanti da 36 anni. Nei primi anni organizzavamo tornei internazionali” racconta sottolineando che, nel corso della sua storia, l’Amicacci ha anche organizzato due edizioni della Coppa dei Campioni facendo registrare palasport stracolmi nelle città in cui si è giocato e ospitando atleti e famiglie a proprie spese. “Per sette anni – ricorda D’Angelo – organizzammo tornei. Poi nacque la squadra e alcuni grandi giocatori, che si erano trovati bene da noi in occasione di quei tornei, ci cercarono per entrare nel nostro team. Prendemmo in gestione in seguito una struttura che ammodernammo e, nel 1990, arrivammo in serie A”.

Ma il Presidente guarda anche al futuro: “Il prossimo anno speriamo bene per il minibasket anche grazie al lavoro che stiamo facendo nelle scuole, dove andiamo a spiegare ai ragazzi cos’è il basket in carrozzina, come vedere nel modo giusto il ragazzo disabile e come relazionarsi correttamente con queste persone”.

Quest’anno per Giulianova si è avverato il sogno della prima finale scudetto. Ma l’inizio della stagione non era stato dei più esaltanti sul piano dei risultati, con l’eliminazione dalla Champions League già durante le qualificazioni, quando la squadra era allenata dal coach Malik Abes: “Abbiamo cambiato coach e messo tutto in mano al cuore dei ragazzi” osserva con orgoglio il Presidente prima di darci appuntamento per la finale.

Gemi Ozcan
Andrea Accorsi

Il concetto viene ripreso dal vicepresidente e direttore sportivo Peppino Marchionni: “Abbiamo vinto diverse volte in Europa, ma mai in Italia! Questa finale è una cosa storica! È la prima in 36 anni! Abbiamo due allenatori, Andrea Accorsi e Gemi Ozcan, che sono stati atleti. Hanno smesso i panni di giocatori e si sono dimostrati bravi anche come allenatori. I nostri giocatori sono tutti impegnati anche con le rispettive Nazionali e i due allenatori hanno trovato la chiave giusta per riuscire a gestirli. Con loro in panchina forse saremmo riusciti ad arrivare in finale anche in Europa”. Per capire quanto sia potente e su cosa la formazione abruzzese punti maggiormente potete guardare le statistiche dei suoi giocatori cliccando su questo link: https://www.federipic.it/campionati/serie-a/statistiche

Ma Marchionni fa anche una riflessione in generale sul movimento del basket in carrozzina in Italia: “All’estero importanti aziende si fanno pubblicità sottolineando il loro impegno in favore di questo sport. Da noi invece è difficile trovare degli sponsor. Per questo ringraziamo chi punta su questa realtà” dice Marchonni prima di far notare un aspetto tecnico di importanza tutt’altro che secondaria: “I punteggi della partite di basket in carrozzina sono simili a quelli della pallacanestro per normodotati. Già questo fa capire quanto questa disciplina sportiva sia divertente e spettacolare!”

 

— Massimiliano Spiriticchio

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