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A proposito del giornalismo oggi: tra digitale e lavoro autonomo…

mercoledì, ottobre 10, 2018
A proposito del giornalismo oggi: tra digitale e lavoro autonomo…

Cari lettori di Vortici.it, in quest’articolo scritto a quattro mani vi proponiamo un doppio approfondimento sul giornalismo. Nella prima parte, seguita in particolare da Riccardo Leone, giornalista e webmaster, vi proponiamo una semplice mini – guida, utile per chi vuole orientarsi nel mondo dell’editoria online. Nella seconda, con l’intervista realizzata da Massimiliano Spiriticchio, vice – direttore di Vortici.it, vi faremo ascoltare la voce di un nostro grande collega, Nicola Marini, che attualmente è Tesoriere dell’Ordine dei Giornalisti italiano, ma in passato dell’Ordine è stato il Presidente ed ha vissuto una lunga carriera in Rai. Con lui ci siamo chiesti quale direzione sta prendendo la professione giornalistica e fino a che punto sia realmente autonomo il lavoro di noi giornalisti, in particolare nel caso di quelli che non lavorano come dipendenti. L’obiettivo è quello di farvi un po’ entrare nel nostro lavoro e – perchè no? – nella nostra redazione per farvi capire come la nostra professione sta cambiando e quali siano le prospettive future, vista l’importanza dell’attività giornalistica in una società come la nostra in cui, sul web come su altri media, le informazioni  sono tante ed è quanto mai necessario orientarsi nel mare magnum di notizie che circolano con un flusso continuo, ma anche capire chi sono e come lavorano le persone che le fanno circolare. Buona lettura e buon ascolto allora!

Parte Prima – Il giornalismo digitale 

1 – Giornalismo Online e SEO editoriale

Il “Giornalismo online” nell’accezione comune é il lavoro classico di un giornalista all’interno di una redazione online.

Il “Giornalismo digitale” invece comprende anche altri aspetti, ed in particolare riguarda il cosiddetto “SEO Editoriale”.

SEO, acronimo inglese di Search Engine Optimization, nella lingua italiana “ottimizzazione per i motori di ricerca”, indica  l’insieme di regole, raccomandazioni da seguire al fine di predisporre al meglio un testo giornalistico per il motore di ricerca Google. Solitamente l’attività di SEO é accostata ai tecnici esperti di scrittura HTML, ma nella realtà odierna un giornalista online ha un ruolo cruciale per rendere il suo articolo appetibile per i motori di ricerca. In sintesi, il giornalista in fase di elaborazione del pezzo può scegliere anche le “parole chiave” per identificare il suo articolo su Google e motori di ricerca affini, perfino determinare le stringhe di ricerca (in inglese query), che permettono agli utenti di rintracciare il link dell’articolo stesso. Il giornalista organizza dunque le sue parole chiave in base ai motori di ricerca, e a ciò che vuole raccontare. In passato, nell’era analogica “della scrittura a mano”, un redattore costruiva il testo solo in base alle celebri cinque domande o 5w (Chi, cosa, quando,dove, perchè).  Ora, Egli cerca di scrivere la risposta alle 5 domande, utilizzando anche delle parole chiave, ossia  una o più parole che sintetizzano l’argomento principale del suo articolo, e sono assimilate da Google, Yahoo, Lycos ecc ecc.  Il SEO Editoriale in altre parole é un’attività volta a catalogare un articolo giornalistico negli archivi consultabili di Google, ed é un lavoro che spetta solitamente all’autore della notizia. Il SEO Editoriale in quanto tale non è da confondere con il Seo Tecnico, che invece é di esclusiva competenza dei  programmatori html.  

2 – Regole da seguire per il SEO editoriale.

Le buone pratiche da adottare in ambito di SEO Editoriale, interessano i vari elementi del testo: titolo, corpo dell’articolo, stile dei caratteri. La scrittura dell’editorialista online non deve perdere spontaneità e scorrevolezza, perchè Google privilegia sempre contenuti ben scritti ed interessanti, ma al tempo stesso le “parole chiave” della notizia, che sintetizzano gli argomenti principali, sono da scrivere in “grassetto”. Il formato bold o grassetto infatti, serve a segnalare ai motori di ricerca che una parola, o una combinazione di più parole, costituiscono una parola chiave dell’articolo. Un buon editoralista online nell’era “della scrittura digitale” deve mostrarsi in grado di svolgere questo processo meccanico di selezione e formattazione delle parole chiave, preservando la qualità del testo. Google infatti non “ama” le pagine web “ridondanti”, troppo articolate e rigide, poco naturali nella stesura e difficili nella lettura. Soprattutto non bisogna rimarcare troppo le parole chiave nel testo in modo artificioso, pensando così di trarre un vantaggio in termini di indicizzazione di un articolo. Al contrario, inflazionando le parole chiave, rischiamo di ottenere da Google una risposta negativa che significa un sostanziale rifiuto del nostro testo. Il “giornalista digitale” inoltre, non può dimenticare mai altre buone pratiche da seguire: il titolo ed il primo paragrafo della notizia online devono includere le parole chiave.  In conclusione, parole chiave selezionate con cura, inserite in modo puntuale nel titolo, nella premessa e corpo del testo, ed in stile grassetto, così da rendere appettibili e “friendly” l’articolo per i motori di ricerca. Attenzione infine a non disperdere la facilità di lettura di un articolo mentre realizziamo questo processo di ottimizzazione per i motori  di ricerca, perchè Google preferisce gli articoli interessanti e ben scritti.

3 – Accorgimenti in più da adottare

Ad un livello più avanzato il SEO richiede conoscenze e nozioni di HTML e XHTML. Un programmatore modifica i cosiddetti “tags” HTML, e la configurazione generale della pagina web, per inserire degli elementi descrittivi ad hoc attraverso una specifica sintassi. Spesso una ricerca di marketing per valutare l’impatto o il “potenziale” di parole specifiche tra i volumi di ricerca Google, precede questi interventi tecnici di indicizzazione. Ottimizzare dunque il sito secondo una precisa strategia per catturare frazioni di “audience” tra gli utenti della rete. C’è qualcos’altro che il giornalista può fare per ottenere una buona collocazione dei suoi articoli? Sì, con un pò di tempo a disposizione, Egli può svolgere ancora moltissime operazioni utili. Ad esempio, l’editorialista online può concentrarsi sulla diffusione dei suoi pezzi, individuando portali di registrazione, forum, blogs tematici, siti di article-marketing, che permettono di pubblicare il suo articolo e soprattutto di diffondere il link. La diffusione del link stesso in rete, in gergo é definita “indicizzazione esterna” ed é fondamentale per implementare visualizzazioni e “reputazione” di una pagina web: più un link é registrato in vari siti internet infatti, più è valutato da Google come affidabile ed attendibile. 

Questo tipo di lavoro un pò lungo, in apparenza é estraneo al lavoro tradizionale del giornalista. In realtà, in questa fase contemporanea di editoria online e scrittura digitale, l’attenzione verso questi particolari rappresenta un essenziale valore aggiunto. Le figure professionali capaci di incarnare il “vecchio” ed il “nuovo” mondo fanno la differenza oggi in tutte le redazioni dei giornali.

 

Questi operatori dell’informazione sono oggi retribuiti in base al proprio ruolo cruciale di creazione dei contenuti di informazione?

Ne parliamo, insieme ad altri argomenti, nell’intervista che vi proponiamo come seconda parte di quest’articolo.

Parte Seconda – L’intervista con Nicola Marini, attuale Tesoriere e Presidente emerito dell’Ordine dei Giornalisti

 

Riccardo Leone

Massimiliano Spiriticchio

 

— Massimiliano Spiriticchio

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